Sulla quarta di copertina del libretto dei canti natalizi della mia parrocchia ho letto questa composizione del grande Mons. Tonino Bello; vogli condividerla con voi. Buon cammino a tutti noi.
Andiamo fino a Betlemme
Andiamo fino a Betlemme, come i pastori.
L'importante è muoversi.
E se invece di un Dio glorioso,
ci imbattiamo nella fragilità di un bambino,
non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso.
Il volto spaurito degli oppressi,
la solitudine degli infelici,
l'amarezza di tutti gli uomini della Terra,
sono il luogo dove Egli continua
a vivere in clandestinità.
A noi il compito di cercarlo.
Mettiamoci in cammino senza paura.
Mons. Tonino Bello
giovedì 6 gennaio 2011
sabato 3 luglio 2010
Quando il Maestro parla al cuore
Sto leggendo un libro dal titolo accattivante. Voglio condividere con voi su questo mio blog, per gentile concessione dell’Editore, ciò che si legge alle pagine 45 e 46. E’ Gesù che parla al nostro cuore:
Se tu sapessi quanto io desidero essere finalmente tenuto in conto nella vita di ogni giorno; non essere soltanto Colui che si invoca secondo i riti, ma l’Amico vero e intimo con cui ci si confida e di cui ci si può fidare. Non sono forse io Colui che sente ciò che tu provi, che assume i tuoi stati d’animo, che trasfigura e feconda i tuoi desideri, i tuoi gesti, le tue parole?...Tutto ciò che riempie le tue giornate dev’essere un’occasione per far trascorrere tutto il mio amore nella tua anima.
Noi siamo insieme.
Siamo uniti come il tralcio è unito al ceppo della vite, come ogni membro è unito al corpo.
Insieme noi preghiamo.
Insieme siamo:
per lavorare
per parlare
per essere buoni
per amare
per offrire
per soffrire
per morire
e un giorno per vedere il Padre, la Vergine, ed essere nella gioia. La coscienza di essere uniti è garanzia di sicurezza, di fecondità, di gioia.
(Tratto da: Gaston Courtois – Quando il Maestro parla al cuore – Edizioni San Paolo)
Spero vi sia piaciuto.
Ciao e…. alla prossima!
Se tu sapessi quanto io desidero essere finalmente tenuto in conto nella vita di ogni giorno; non essere soltanto Colui che si invoca secondo i riti, ma l’Amico vero e intimo con cui ci si confida e di cui ci si può fidare. Non sono forse io Colui che sente ciò che tu provi, che assume i tuoi stati d’animo, che trasfigura e feconda i tuoi desideri, i tuoi gesti, le tue parole?...Tutto ciò che riempie le tue giornate dev’essere un’occasione per far trascorrere tutto il mio amore nella tua anima.
Noi siamo insieme.
Siamo uniti come il tralcio è unito al ceppo della vite, come ogni membro è unito al corpo.
Insieme noi preghiamo.
Insieme siamo:
per lavorare
per parlare
per essere buoni
per amare
per offrire
per soffrire
per morire
e un giorno per vedere il Padre, la Vergine, ed essere nella gioia. La coscienza di essere uniti è garanzia di sicurezza, di fecondità, di gioia.
(Tratto da: Gaston Courtois – Quando il Maestro parla al cuore – Edizioni San Paolo)
Spero vi sia piaciuto.
Ciao e…. alla prossima!
mercoledì 27 gennaio 2010
Liberami - Fammi vivere
Molti anni fa, mi sono recato dalle Suore Paolone di Lodi e ho visto dei cartoncini con delle preghiere; siccome sono un catechista, ne ho comprati alcuni per i miei ragazzi. Di tali preghiere, me ne è rimasta impressa una, dal titolo:"Liberami" e che ho ritrovato dopo tanto tempo. Da una ricerca in nternet, ho però scoperto che è molto simile a quella che ha scritto Padre Petru Maior e che si intitola: "Fammi vivere". Comunque stiano le cose, ho il piacere di condividerle entrambe con voi in questo mio blog. Eccole:
LIBERAMI
Liberami, o Signore,
dalla pigrizia che ho
e dalla paura che mi prende.
Liberami dal far come gli altri
per mancanza di coraggio.
Liberami dal comodo disimpegno
e dal facile compromesso.
Liberami dalle storture del carattere.
Aiutami, o Signore,
ad essere come non sono
e come vorresti che io fossi.
Non voglio e non debbo perdere
i miei anni nel grigiore.
Non mi importa ciò che muore in me,
m’interessa ciò che nasce insieme a te.
C’è qualcuno nel mondo che aspetta me,
non posso tirarmi indietro
anche se costa, se è scomodo.
Donami, allora, o Signore,
la forza per agire,
la speranza per superare le difficoltà,
la costanza dell’impegno,
la gioia di una fede che cresce,
così che possa essere,nel pensiero e nell’azione, segno di te.
(Sul cartoncino non era indicato alcun autore)
-------------
FAMMI VIVERE
Liberami, o Signore,
dalla pigrizia che ho
e dalla paura che mi prende,
dal comodo compromesso
e dal facile disimpegno.
Aiutami, o Signore,
ad essere come non sono
e come vorresti che io fossi.
Non importa ciò che muore in me,
m'interessa ciò che nasceinsieme a te.
Aiutami, o Signore,
a prendere sul serio il tempo,
a rispettare la vita,
a conservare l'amore;
ho bisogno di te
per vivere come tu vuoi.
Donami, o Signore,
la tua forza per agire,
la costanza dell'impegno,
la gioia di una fede che cresce,
la speranza e l'abbandono fiducioso
al tuo amore.
(Padre Petru. Maior)
Buona meditazione e alla prossima.
Ciao.
LIBERAMI
Liberami, o Signore,
dalla pigrizia che ho
e dalla paura che mi prende.
Liberami dal far come gli altri
per mancanza di coraggio.
Liberami dal comodo disimpegno
e dal facile compromesso.
Liberami dalle storture del carattere.
Aiutami, o Signore,
ad essere come non sono
e come vorresti che io fossi.
Non voglio e non debbo perdere
i miei anni nel grigiore.
Non mi importa ciò che muore in me,
m’interessa ciò che nasce insieme a te.
C’è qualcuno nel mondo che aspetta me,
non posso tirarmi indietro
anche se costa, se è scomodo.
Donami, allora, o Signore,
la forza per agire,
la speranza per superare le difficoltà,
la costanza dell’impegno,
la gioia di una fede che cresce,
così che possa essere,nel pensiero e nell’azione, segno di te.
(Sul cartoncino non era indicato alcun autore)
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FAMMI VIVERE
Liberami, o Signore,
dalla pigrizia che ho
e dalla paura che mi prende,
dal comodo compromesso
e dal facile disimpegno.
Aiutami, o Signore,
ad essere come non sono
e come vorresti che io fossi.
Non importa ciò che muore in me,
m'interessa ciò che nasceinsieme a te.
Aiutami, o Signore,
a prendere sul serio il tempo,
a rispettare la vita,
a conservare l'amore;
ho bisogno di te
per vivere come tu vuoi.
Donami, o Signore,
la tua forza per agire,
la costanza dell'impegno,
la gioia di una fede che cresce,
la speranza e l'abbandono fiducioso
al tuo amore.
(Padre Petru. Maior)
Buona meditazione e alla prossima.
Ciao.
martedì 19 gennaio 2010
La nostra acqua...il nostro vino.
Desidero condividere con voi la preghiera che ho composto in merito al brano evangelico delle nozze di Cana (Gv 2, 1-12).
LA NOSTRA ACQUA…IL NOSTRO VINO
Caro Gesù, molte volte nella vita
pensiamo di avere tutto l’occorrente
per vivere bene e felici.
Per fortuna, però,
ci sono anche i momenti
in cui sperimentiamo
che ci manca l’essenziale;
sono quelli in cui capiamo
che ci manchi Tu.
Con il Tuo Spirito
sei sempre pronto
a trasformare in ogni istante
e in ogni circostanza
la nostra acqua in vino buono:
la nostra pochezza in un Valore
utile per noi e per i nostri fratelli.
Aiutaci a comprendere
che dobbiamo presentarci a Te
a mani vuote, senza arroganza, senza superbia;
affinché Tu possa riempirle
con i Tuoi santi doni
che sono: l’amore, la pace, la vera gioia
e tutto ciò che ci aiuta a fare di Te
il centro della nostra vita.
Grazie, o buon Gesù
che ci sei sempre vicino.
Rendici sempre pronti
a riconoscerti in coloro
che hanno bisogno
della nostra presenza,
della nostra parola,
del nostro aiuto,
del nostro amore.
Amen
Spero vi sia piaciuta.
Ciao e alla prossima.
Tanino
LA NOSTRA ACQUA…IL NOSTRO VINO
Caro Gesù, molte volte nella vita
pensiamo di avere tutto l’occorrente
per vivere bene e felici.
Per fortuna, però,
ci sono anche i momenti
in cui sperimentiamo
che ci manca l’essenziale;
sono quelli in cui capiamo
che ci manchi Tu.
Con il Tuo Spirito
sei sempre pronto
a trasformare in ogni istante
e in ogni circostanza
la nostra acqua in vino buono:
la nostra pochezza in un Valore
utile per noi e per i nostri fratelli.
Aiutaci a comprendere
che dobbiamo presentarci a Te
a mani vuote, senza arroganza, senza superbia;
affinché Tu possa riempirle
con i Tuoi santi doni
che sono: l’amore, la pace, la vera gioia
e tutto ciò che ci aiuta a fare di Te
il centro della nostra vita.
Grazie, o buon Gesù
che ci sei sempre vicino.
Rendici sempre pronti
a riconoscerti in coloro
che hanno bisogno
della nostra presenza,
della nostra parola,
del nostro aiuto,
del nostro amore.
Amen
Spero vi sia piaciuta.
Ciao e alla prossima.
Tanino
giovedì 10 dicembre 2009
Preghiera da recitare prima di fare il Presepio...ma va bene anche se è già fatto.
.
Ho composto questa preghiera e l'ho data a i miei ragazzi e ragazze di catechismo chiedendo loro di leggerla con tutta la famiglia. A loro è piaciuta...spero anche a voi.
O Gesù, fra poco faremo il Presepio
e il giorno di Natale
ti metteremo nella mangiatoia,
faremo festa attorno a te;
ma tu, o Signore, preferisci
un’altra mangiatoia: il nostro cuore.
Non vuoi nascere al di fuori di noi
ma in noi,
in quella parte profonda del nostro essere
dove si compiono le scelte.
O Figlio di Dio, Figlio dell’Amore autentico,
fa’ che il nostro metterti nel Presepio
sia l’espressione visibile
del metterti nel profondo del nostro cuore.
Così sia.
Tanino
Ho composto questa preghiera e l'ho data a i miei ragazzi e ragazze di catechismo chiedendo loro di leggerla con tutta la famiglia. A loro è piaciuta...spero anche a voi.
O Gesù, fra poco faremo il Presepio
e il giorno di Natale
ti metteremo nella mangiatoia,
faremo festa attorno a te;
ma tu, o Signore, preferisci
un’altra mangiatoia: il nostro cuore.
Non vuoi nascere al di fuori di noi
ma in noi,
in quella parte profonda del nostro essere
dove si compiono le scelte.
O Figlio di Dio, Figlio dell’Amore autentico,
fa’ che il nostro metterti nel Presepio
sia l’espressione visibile
del metterti nel profondo del nostro cuore.
Così sia.
Tanino
lunedì 12 ottobre 2009
La Tua chiamata
Ieri ero a Messa nella mia parrocchia d'origine: Santa Francesca Cabrini in Lodi. Al termine, abbiamo letto una preghiera che mi è piaciuta tanto e voglio ora condividerla con voi. Eccola:
La Tua chiamata
Tu hai messo nelle nostre mani, o Signore,
la costruzione del mondo
e l'edificazione della Chiesa;
Tu ci hai affidato l'annuncio
del Tuo Vangelo di salvezza
e ci attendi sempre nei poveri,
nei sofferenti, in tutti i fratelli.
Di fronte a noi si aprono molte strade
e ci stordiscono tante voci discordanti.
Tra queste, la Tua chiamata
è un invito forte e dolce
che non toglie nulla alla nostra libertà:
noi vogliamo riservarci interamente
la gioia e la responsabilità della risposta!
Rendi più grande la nostra generosità
e libera la nostra libertà:
perchè ognuno di noi, al suo posto,
voglia donarsi con amore, fino alla fine.
Così sia.
La Tua chiamata
Tu hai messo nelle nostre mani, o Signore,
la costruzione del mondo
e l'edificazione della Chiesa;
Tu ci hai affidato l'annuncio
del Tuo Vangelo di salvezza
e ci attendi sempre nei poveri,
nei sofferenti, in tutti i fratelli.
Di fronte a noi si aprono molte strade
e ci stordiscono tante voci discordanti.
Tra queste, la Tua chiamata
è un invito forte e dolce
che non toglie nulla alla nostra libertà:
noi vogliamo riservarci interamente
la gioia e la responsabilità della risposta!
Rendi più grande la nostra generosità
e libera la nostra libertà:
perchè ognuno di noi, al suo posto,
voglia donarsi con amore, fino alla fine.
Così sia.
mercoledì 23 settembre 2009
Metti in circolo il tuo amore
Benvenuti nel mio blog.
Ecco un'omelia di don Roberto Seregni riguardante il brano evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci tratto dal Vangelo secondo Matteo. Vorrei rendervi partecipi anche di una frase che ho sentito quest'estate a Loano nel corso di un'omelia tenuta da un frate proprio su questo miracolo di Gesù; eccola: "Con questo miracolo, il Signore ci vuole dire: "Vedi che se impari a condividere, anche tu sei capace di fare i miracoli?"" A sentire questo, mi sono così stupito che la frase me la sono stampata nel cranio. Non so voi...ma io ci credo ed è per questo che ho deciso di scriverla qui condividendola volentieri con voi.
Tornando all'omelia di don Roberto; la riporto fedelmente traendola dal sito della Sua parrocchia invitandovi, nel contempo, a dare una sbirciatina ai links preferiti.
E...c'è anche l'archivio blog. Il mio primo post si intitola "Saluto" ed è in agosto 2009.
Ciao e alla prossima.
Tanino
Vangelo: Mt 14,13-21
14 Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
15 Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. 16 Ma Gesù rispose: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”. 17 Gli risposero: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci! ”. 18 Ed egli disse: “Portatemeli qua”. 19 E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. 20 Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. 21 Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Qualche giorno fa sono andato in una libreria di un centro commerciale e la mia attenzione è stata attirata da un particolare che fino ad ora non avevo mai notato. Accanto agli scaffali con i romanzi, le favole e i saggi c'è una zona enorme tutta dedicata alle ricette e ai libri di cucina. Mi sono detto: come siamo affamati!
Sì, probabilmente è proprio così. Siamo davvero affamati! Ci abita una fame a cui spesso non sappiamo nemmeno dare un nome, vogliamo colmare quel vuoto che ci abita, desideriamo zittire quel bisogno che ci lascia inquieti e mai soddisfatti di quello che viviamo. Il più delle volte, però, ci accaniamo su cose che non possono saziare il nostro desiderio. Di quante inutilità ci riempiamo la casa... Quante promesse di felicità vengono puntualmente disattese... Quante volte appendiamo la nostra vita ad appigli che si rivelano fragili e inconsistenti... Anche il grande Isaia, nella prima lettura, pone questo interrogativo: "Perché spedente denaro per ciò che non è pane?" (Is 55,2)
Un ragazzo, qualche settimana fa', mi diceva che ha vissuto per anni come un maratoneta, sempre alla ricerca di nuove emozioni che potessero colmare il suo vuoto o almeno farglielo dimenticare. Divertimenti sfrenati, viaggi senza meta, sesso, droga, alcol... Ma niente ha colmato quel bisogno. E ora?
Ora ascolta il Rabbì di Nazareth. Ha qualcosa da dirti. Anche Lui sa che hai fame, anzi Lui lo sa più di tutti!
Certo, cinque pani e due pesci sono un po' poco per cinquemila uomini. Ma non importa! Gesù non pesa, non misura, non calcola secondo i nostri criteri. Tu porta tutto davanti a Lui e stai pronto!
Le sue mani prendono, benedicono, spezzano e donano. I verbi sono gli stessi dell' Eucaristia, la cena del Signore. Sono i verbi che indicano la circolarità dell'amore, la non chiusura nel possesso, l'apertura alla condivisione e al dono. Questo è il pane che sazia la nostra fame! Questo è il cibo che riempie la nostra vita di verità e di bellezza! Siamo fatti per Dio e solo Lui può saziarci, il resto ci lascia a bocca asciutta.
Mi permetto di sottolineare che da nessuna parte in questo testo - ma nemmeno negl'altri Vangeli - troviamo il verbo "moltiplicare". Il vero miracolo su cui l'evangelista vuole attirare la nostra attenzione, non è il gesto magico di Gesù che con una bella formuletta riempie le ceste di fragranti pagnotte. Il vero miracolo è la condivisione, è il pane spezzato che sazia la fame di chi ascolta la Parola, è la logica nuova dell'amore e della fraternità che libera dalla schiavitù del possesso e dall'ansia della conquista.
Coraggio: metti in circolo il tuo amore e buona settimana!
Ecco un'omelia di don Roberto Seregni riguardante il brano evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci tratto dal Vangelo secondo Matteo. Vorrei rendervi partecipi anche di una frase che ho sentito quest'estate a Loano nel corso di un'omelia tenuta da un frate proprio su questo miracolo di Gesù; eccola: "Con questo miracolo, il Signore ci vuole dire: "Vedi che se impari a condividere, anche tu sei capace di fare i miracoli?"
Tornando all'omelia di don Roberto; la riporto fedelmente traendola dal sito della Sua parrocchia invitandovi, nel contempo, a dare una sbirciatina ai links preferiti.
E...c'è anche l'archivio blog. Il mio primo post si intitola "Saluto" ed è in agosto 2009.
Ciao e alla prossima.
Tanino
Vangelo: Mt 14,13-21
14 Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
15 Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. 16 Ma Gesù rispose: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”. 17 Gli risposero: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci! ”. 18 Ed egli disse: “Portatemeli qua”. 19 E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. 20 Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. 21 Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Qualche giorno fa sono andato in una libreria di un centro commerciale e la mia attenzione è stata attirata da un particolare che fino ad ora non avevo mai notato. Accanto agli scaffali con i romanzi, le favole e i saggi c'è una zona enorme tutta dedicata alle ricette e ai libri di cucina. Mi sono detto: come siamo affamati!
Sì, probabilmente è proprio così. Siamo davvero affamati! Ci abita una fame a cui spesso non sappiamo nemmeno dare un nome, vogliamo colmare quel vuoto che ci abita, desideriamo zittire quel bisogno che ci lascia inquieti e mai soddisfatti di quello che viviamo. Il più delle volte, però, ci accaniamo su cose che non possono saziare il nostro desiderio. Di quante inutilità ci riempiamo la casa... Quante promesse di felicità vengono puntualmente disattese... Quante volte appendiamo la nostra vita ad appigli che si rivelano fragili e inconsistenti... Anche il grande Isaia, nella prima lettura, pone questo interrogativo: "Perché spedente denaro per ciò che non è pane?" (Is 55,2)
Un ragazzo, qualche settimana fa', mi diceva che ha vissuto per anni come un maratoneta, sempre alla ricerca di nuove emozioni che potessero colmare il suo vuoto o almeno farglielo dimenticare. Divertimenti sfrenati, viaggi senza meta, sesso, droga, alcol... Ma niente ha colmato quel bisogno. E ora?
Ora ascolta il Rabbì di Nazareth. Ha qualcosa da dirti. Anche Lui sa che hai fame, anzi Lui lo sa più di tutti!
Certo, cinque pani e due pesci sono un po' poco per cinquemila uomini. Ma non importa! Gesù non pesa, non misura, non calcola secondo i nostri criteri. Tu porta tutto davanti a Lui e stai pronto!
Le sue mani prendono, benedicono, spezzano e donano. I verbi sono gli stessi dell' Eucaristia, la cena del Signore. Sono i verbi che indicano la circolarità dell'amore, la non chiusura nel possesso, l'apertura alla condivisione e al dono. Questo è il pane che sazia la nostra fame! Questo è il cibo che riempie la nostra vita di verità e di bellezza! Siamo fatti per Dio e solo Lui può saziarci, il resto ci lascia a bocca asciutta.
Mi permetto di sottolineare che da nessuna parte in questo testo - ma nemmeno negl'altri Vangeli - troviamo il verbo "moltiplicare". Il vero miracolo su cui l'evangelista vuole attirare la nostra attenzione, non è il gesto magico di Gesù che con una bella formuletta riempie le ceste di fragranti pagnotte. Il vero miracolo è la condivisione, è il pane spezzato che sazia la fame di chi ascolta la Parola, è la logica nuova dell'amore e della fraternità che libera dalla schiavitù del possesso e dall'ansia della conquista.
Coraggio: metti in circolo il tuo amore e buona settimana!
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